Le impastatrici o planetarie sono elettrodomestici sempre più utilizzati in cucina, dove è possibile preparare in poco tempo e senza troppa fatica pane, pizza, dolci e pasta fatta in casa. Prima di acquistare un’impastatrice bisogna considerare innanzitutto la tipologia: planetaria, a spirale e a bracci tuffanti. Ognuno di questi modelli ha una sua particolarità che analizzeremo nei seguenti paragrafi. Altri elementi fondamentali in fase di scelta sono la potenza e la capienza. [leggi i nostri consigli per la scelta dell’impastatrice o per la scelta della planetaria]
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Impastatrice Planetaria le più vendute
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Come scegliere un’impastatrice
Quale tipologia di impastatrice scegliere?
Al momento dell’acquisto di un’impastatrice bisogna innanzitutto scegliere la tipologia.
L’impastatrice planetaria è una delle più gettonate per un utilizzo casalingo poiché occupa poco spazio e risulta molto funzionale. La frusta ha un movimento planetario, come quello dei pianeti, infatti gira su se stessa ed intorno all’asse verticale della macchina.
La planetaria è quindi la scelta ideale per chi deve preparare varie tipologie di impasti in quantità piuttosto limitata e deve ottimizzare lo spazio in cucina.
Gli svantaggi principali di questo elettrodomestico sono da ricercare nella limitata capacità di impasto, nell’ossigenazione scarsa per gli impasti lievitati e nella difficoltà di Preparare impasti a lunghe lavorazioni.
L’impastatrice a spirale è diffusa tra i professionisti e tra chi ama cimentarsi nella panificazione e nella preparazione di pizze. Il movimento meccanico di una spirale in combinazione con la rotazione della vasca imprime una forte energia all’impasto, arrivando ad impastare da 5 fino a 10 kg.
La spirale tende però a scaldare notevolmente l’impasto, quindi gli ingredienti (soprattutto i liquidi) devono essere usati alle temperature corrette per evitare problemi di surriscaldamento. Il peso dell’impastatrice a spirale è piuttosto importante, quindi la macchina dovrebbe essere fissa.
L’impastatrice a bracci tuffanti è ideale per preparare impasti lievitati che hanno bisogno di lunghe lavorazioni o per il rinfresco del lievito madre. L’impasto è garantito dal movimento di 2 bracci in acciaio che si muovono dal basso verso l’alto, mentre la vasca ruota in senso antiorario.
I modelli attuali hanno generalmente 2 velocità comprese in un range tra 38 e 52 battute al minuto, ideali per preparare pane e pizza. I modelli più avanzati arrivano fino a 65 battute al minuto e consentono di preparare impasti più complessi come i panettoni. Queste impastatrici sono però molto ingombranti e piuttosto costose.
Potenza
Quando si acquista un’impastatrice bisogna scegliere la potenza adatta in base alle lavorazioni ed agli impasti previsti. La potenza incide non solo sulla tipologia di impasti, ma anche sul tempo di lavorazione.
La potenza del motore è espressa dal wattaggio, uno dei valori più importanti da valutare. Un wattaggio di 250 W è il valore minimo e può arrivare fino a 1200 W. Ovviamente per impasti duri e complessi è opportuno optare per un wattaggio piuttosto alto.
Altro elemento collegato alla potenza che incide sulle prestazioni è la presenza di diversi impostazioni di velocità, così da scegliere la lavorazione più indicata alle proprie necessità. Naturalmente una macchina con una sola velocità è poco versatile e non è in grado di adattarsi a più preparazioni.
Capienza
L’acquisto di un’impastatrice dipende dalla sua capienza e di conseguenza dalla sua capacità. L’elettrodomestico deve essere grande a sufficienza per poter lavorare gli ingredienti desiderati. Ad ogni modo è consigliabile scegliere un’impastatrice leggermente più capiente rispetto alle lavorazioni previste per non scaldare troppo gli impasti e non sovraccaricare troppo il motore.
Il peso dovrebbe attestarsi tra i 4 ed i 7 kg in quanto uno minore potrebbe determinare problemi di instabilità, mentre uno maggiore rischierebbe di essere troppo pesante e poco maneggevole a meno che la macchina non sia dotata di rotelle.
Le dimensioni devono essere tarate in base al piano di lavoro e quindi alla cucina, ma allo stesso tempo devono garantire una buona mobilità per preparare al meglio i propri impasti.
Per quanto riguarda la struttura bisogna scegliere un design e materiali facili da pulire. Se l’impastatrice resta fissa in cucina è consigliabile scegliere un modello dalle linee moderne, così da trasformarlo anche in un accessorio di design. Ci sono poi modelli dalle linee retrò per le cucine classiche e dal taglio vintage.
Consumi
Prima di acquistare un’impastatrice è bene sapere che l’energia utilizzata, quindi i consumi previsti, non è correlata necessariamente alla sua potenza. Il consumo è determinato principalmente dalla frequenza e dalla durata di utilizzo. Maggiore è il tempo di lavorazione e di conseguenza maggiore è il consumo di energia.
Chi intende fare un utilizzo prolungato dovrebbe quindi optare per modelli più costosi che però assicurano un risparmio energetico contenuto anche sulle lunghe lavorazioni. Chi invece fa dell’impastatrice un utilizzo più contenuto può optare anche per modelli poco costosi che hanno un consumo leggermente più alto ma che lavorano solo per piccoli impasti.
Gli accessori dell’impastatrice
Al momento dell’acquisto dell’impastatrice è importante verificare quali accessori sono presenti nel kit per ottimizzare e velocizzare i tempi di lavoro. Le impastatrici solitamente sono vendute con tre tipologie di fruste: a filo, a gancio e a foglia.
La frusta a filo incorpora molta aria nei composti ed è ideale per realizzare spume, montare o fare lavorazioni liquide con panna, latte e uova.
La frusta a gancio ha una forma uncinata e permette di staccare facilmente l’impasto dalla frusta. Il suo utilizzo è indicato per preparare pane, pizza e pasta.
Infine la frusta a foglia consente di lavorare i composti rendendoli omogenei e lisci, ideale per preparare torte o impasti con molto burro.
Altri accessori utili sono le spatole, i coperchi anti-schizzo ed eventuali ricettari per sbizzarrirsi in cucina e cimentarsi in nuove ricette.
Come scegliere la miglior impastatrice?
A questo punto abbiamo una panoramica completa che ci consente di scegliere la miglior impastatrice secondo le proprie necessità. Innanzitutto bisogna individuare la tipologia più adatta secondo le proprie necessità, in modo da non spendere troppo o al contrario troppo poco. I consumi dipendono non tanto dalla potenza, quanto piuttosto dai tempi di lavorazione e dalla tipologia di impasti. La presenza di molte velocità aiuta chi intende cimentarsi in diverse tipologie di impasti, mentre la capienza va selezionata in base allo spazio a disposizione ed alle lavorazioni previste. Infine è consigliabile consultare gli accessori in dotazione, soprattutto a parità di prezzo e di prestazioni.
Come scegliere una planetaria
Nelle cucine italiane tutti si divertono a fare gli chef, perciò la planetaria è un elettrodomestico sempre più diffuso. Questa particolare macchina impastatrice consente di realizzare impasti in casa per pane, pizza, pasta ecc. La planetaria si chiama così poiché il suo movimento rotatorio ricorda quello dei pianeti intorno al sole.
Acquisto di una planetaria: elementi principali da tenere a mente
Quando si acquista una planetaria bisogna prestare attenzione a determinati fattori che hanno un peso nella scelta finale. In primis è necessario analizzare la potenza del motore, la capienza e la stabilità. In un secondo momento è possibile prestare attenzione a fattori secondari ma comunque non trascurabili, come praticità d’uso, accessori e design.
La potenza della planetaria
La scelta di una planetaria parte innanzitutto dall’analisi della sua potenza, che deve essere conforme alla tipologia di impasti che si intende realizzare. Impasti più consistenti e complessi hanno bisogno di una potenza adeguata per evitare di sovraccaricare il motore e provocare problemi di surriscaldamento. Quando si valuta la potenza bisogna inoltre analizzare altri tre elementi: il wattaggio, il tempo di lavorazione e la velocità. Le impastatrici planetarie devono partire da un wattaggio di almeno 250 watt, la potenza minima per preparare impasti semplici. Esistono poi i modelli più evoluti che hanno una potenza superiore addirittura ai 1100 watt. Il wattaggio va comunque valutato anche in base alla capienza dell’elettrodomestico ed agli impasti che si desidera preparare. Alcuni impasti hanno bisogno di lunghe lavorazioni ed in questo caso bisogna puntare su modelli più costosi e con un wattaggio elevato capace di lavorare fino a 20 minuti consecutivi. Per gli impasti più semplici e di breve durata è possibile optare per modelli con un wattaggio ridotto. Un altro aspetto da considerare è la velocità: i modelli più moderni sono dotati di diverse impostazioni di velocità per adattarsi meglio a vari impasti. Anche in questo caso la scelta dipende soprattutto dalle proprie abitudini in cucina e dalle modalità di utilizzo della macchina.
Capienza
Quando si acquista una planetaria bisogna valutare la capienza, intesa come portata effettiva della planetaria e quindi capacità di preparare una determinata quantità di impasto in base al numero delle persone. La capacità della planetaria si esprime in litri ed in base ad essa si possono preparare impasti da un minimo di 500/600 g fino a 2 kg. La capienza deve essere valutata anche in base allo spazio disponibile in cucina, poiché una planetaria troppo grande in uno spazio di dimensioni ridotte rischierebbe di rendere complicati i movimenti a discapito della praticità e della libertà di movimento.
Stabilità
Al momento dell’acquisto di una planetaria è necessario prestare attenzione alla stabilità, un fattore che incide non solo sulle prestazioni ma in generale sulla sicurezza. Per la sua struttura la planetaria è soggetta ad una serie di vibrazioni e quindi, se non dovesse risultare stabile, rischierebbe di cadere provocando danni ingenti che mettono a rischio la stessa incolumità dell’utilizzatore e delle altre persone presenti. Una planetaria solida e pesante riduce anche le vibrazioni ed i rumori, ottimizzando l’impasto e limitando i fastidi per le orecchie. Le macchine, soprattutto quelle che raggiungono elevate velocità, devono quindi garantire una notevole stabilità data dai materiali ed altri accessori come i piedini antiscivolo. Altri modelli dispongono anche di un pratico vano avvolgicavo che riduce l’ingombro quando la planetaria non è in funzione.
Praticità di utilizzo
L’acquisto di una planetaria deve basarsi sulla tipologia e sulla quantità di impasti da preparare, ma anche sulla praticità di utilizzo. La macchina, se usata diverse volte, deve essere comoda e sicura. Buona parte dei modelli dispone di contenitori estraibili e lavabili in lavastoviglie o manualmente, così da assicurare una grande facilità di pulizia. In tale ottica rivestono una grande importanza i materiali: l’acciaio inox ad esempio si lava più facilmente della plastica. Preferibilmente si dovrebbe scegliere un modello con un coperchio che assolve alla funzione di para-spruzzi e contemporaneamente consente di aggiungere altri ingredienti quando la macchina è in funzione. Sarebbe inoltre opportuno scegliere un modello dotato di fruste che si bloccano automaticamente quando si alza il braccio meccanico dalla ciotola. Questa funzione è comunque presente nella maggior parte delle planetarie in commercio.
Gli accessori
Quando si acquista una planetaria bisogna informarsi preventivamente sugli accessori presenti in dotazione. Le fruste sono tra i più importanti e possono essere di 4 tipi: a foglia, a filo, gommata e ad uncino. La frusta a foglia, detta anche frusta K, serve per impastare ed amalgamare tra di loro gli ingredienti. Il suo utilizzo è indicato per impasti morbidi. La frusta a filo serve per montare ed è indicata per impasti liquidi, leggeri o spumosi. La frusta gommata è utile per amalgamare ingredienti piuttosto delicati come panna montata o albumi d’uovo. Infine la frusta ad uncino è utilizzata per lavorare gli impasti lievitati e duri che richiedono una lavorazione continuativa. Altri accessori che possono tornare utili sono il già citato coperchio anti-schizzo, il cestello per la cottura a vapore, varie tipologie di recipienti e spatole.
Design e materiali
Quando si acquista una planetaria si potrebbe pensare che il design sia un fattore trascurabile, ma non è proprio così. Molte persone infatti utilizzano questo elettrodomestico anche come accessorio di design, soprattutto se si colloca stabilmente in cucina. Molti modelli sono quindi creati con un taglio vintage e retrò per adattarsi alle cucine classiche, oppure con tagli futuristici ed all’avanguardia per dare continuità stilistica anche agli ambienti moderni. In base al design si possono scegliere poi i materiali ed i più utilizzati sono vetro, acciaio inox e plastica pressurizzata. La scelta dei materiali non ha solo una funzione estetica, ma anche pratica poiché alcuni sono più resistenti, stabili e si lavano meglio.
Come scegliere la miglior planetaria?
In conclusione possiamo dire che il primo aspetto da valutare prima di acquistare una planetaria è la potenza del motore, da scegliere in base alla tipologia di impasti da preparare. La stessa capienza dipende dalle proprie abitudini culinarie e dallo spazio a disposizione in cucina. La stabilità è un elemento necessario per garantire ottime prestazioni e la massima sicurezza. Infine accessori, design e materiali contribuiscono ad aumentare il livello di comfort, estetica e praticità in cucina.
Come scegliere una planetaria
Nelle cucine italiane tutti si divertono a fare gli chef, perciò la planetaria è un elettrodomestico sempre più diffuso. Questa particolare macchina impastatrice consente di realizzare impasti in casa per pane, pizza, pasta ecc. La planetaria si chiama così poiché il suo movimento rotatorio ricorda quello dei pianeti intorno al sole.
Acquisto di una planetaria: elementi principali da tenere a mente
Quando si acquista una planetaria bisogna prestare attenzione a determinati fattori che hanno un peso nella scelta finale. In primis è necessario analizzare la potenza del motore, la capienza e la stabilità. In un secondo momento è possibile prestare attenzione a fattori secondari ma comunque non trascurabili, come praticità d’uso, accessori e design.
La potenza della planetaria
La scelta di una planetaria parte innanzitutto dall’analisi della sua potenza, che deve essere conforme alla tipologia di impasti che si intende realizzare. Impasti più consistenti e complessi hanno bisogno di una potenza adeguata per evitare di sovraccaricare il motore e provocare problemi di surriscaldamento. Quando si valuta la potenza bisogna inoltre analizzare altri tre elementi: il wattaggio, il tempo di lavorazione e la velocità. Le impastatrici planetarie devono partire da un wattaggio di almeno 250 watt, la potenza minima per preparare impasti semplici. Esistono poi i modelli più evoluti che hanno una potenza superiore addirittura ai 1100 watt. Il wattaggio va comunque valutato anche in base alla capienza dell’elettrodomestico ed agli impasti che si desidera preparare. Alcuni impasti hanno bisogno di lunghe lavorazioni ed in questo caso bisogna puntare su modelli più costosi e con un wattaggio elevato capace di lavorare fino a 20 minuti consecutivi. Per gli impasti più semplici e di breve durata è possibile optare per modelli con un wattaggio ridotto. Un altro aspetto da considerare è la velocità: i modelli più moderni sono dotati di diverse impostazioni di velocità per adattarsi meglio a vari impasti. Anche in questo caso la scelta dipende soprattutto dalle proprie abitudini in cucina e dalle modalità di utilizzo della macchina.
Capienza
Quando si acquista una planetaria bisogna valutare la capienza, intesa come portata effettiva della planetaria e quindi capacità di preparare una determinata quantità di impasto in base al numero delle persone. La capacità della planetaria si esprime in litri ed in base ad essa si possono preparare impasti da un minimo di 500/600 g fino a 2 kg. La capienza deve essere valutata anche in base allo spazio disponibile in cucina, poiché una planetaria troppo grande in uno spazio di dimensioni ridotte rischierebbe di rendere complicati i movimenti a discapito della praticità e della libertà di movimento.
Stabilità
Al momento dell’acquisto di una planetaria è necessario prestare attenzione alla stabilità, un fattore che incide non solo sulle prestazioni ma in generale sulla sicurezza. Per la sua struttura la planetaria è soggetta ad una serie di vibrazioni e quindi, se non dovesse risultare stabile, rischierebbe di cadere provocando danni ingenti che mettono a rischio la stessa incolumità dell’utilizzatore e delle altre persone presenti. Una planetaria solida e pesante riduce anche le vibrazioni ed i rumori, ottimizzando l’impasto e limitando i fastidi per le orecchie. Le macchine, soprattutto quelle che raggiungono elevate velocità, devono quindi garantire una notevole stabilità data dai materiali ed altri accessori come i piedini antiscivolo. Altri modelli dispongono anche di un pratico vano avvolgicavo che riduce l’ingombro quando la planetaria non è in funzione.
Praticità di utilizzo
L’acquisto di una planetaria deve basarsi sulla tipologia e sulla quantità di impasti da preparare, ma anche sulla praticità di utilizzo. La macchina, se usata diverse volte, deve essere comoda e sicura. Buona parte dei modelli dispone di contenitori estraibili e lavabili in lavastoviglie o manualmente, così da assicurare una grande facilità di pulizia. In tale ottica rivestono una grande importanza i materiali: l’acciaio inox ad esempio si lava più facilmente della plastica. Preferibilmente si dovrebbe scegliere un modello con un coperchio che assolve alla funzione di para-spruzzi e contemporaneamente consente di aggiungere altri ingredienti quando la macchina è in funzione. Sarebbe inoltre opportuno scegliere un modello dotato di fruste che si bloccano automaticamente quando si alza il braccio meccanico dalla ciotola. Questa funzione è comunque presente nella maggior parte delle planetarie in commercio.
Gli accessori
Quando si acquista una planetaria bisogna informarsi preventivamente sugli accessori presenti in dotazione. Le fruste sono tra i più importanti e possono essere di 4 tipi: a foglia, a filo, gommata e ad uncino. La frusta a foglia, detta anche frusta K, serve per impastare ed amalgamare tra di loro gli ingredienti. Il suo utilizzo è indicato per impasti morbidi. La frusta a filo serve per montare ed è indicata per impasti liquidi, leggeri o spumosi. La frusta gommata è utile per amalgamare ingredienti piuttosto delicati come panna montata o albumi d’uovo. Infine la frusta ad uncino è utilizzata per lavorare gli impasti lievitati e duri che richiedono una lavorazione continuativa. Altri accessori che possono tornare utili sono il già citato coperchio anti-schizzo, il cestello per la cottura a vapore, varie tipologie di recipienti e spatole.
Design e materiali
Quando si acquista una planetaria si potrebbe pensare che il design sia un fattore trascurabile, ma non è proprio così. Molte persone infatti utilizzano questo elettrodomestico anche come accessorio di design, soprattutto se si colloca stabilmente in cucina. Molti modelli sono quindi creati con un taglio vintage e retrò per adattarsi alle cucine classiche, oppure con tagli futuristici ed all’avanguardia per dare continuità stilistica anche agli ambienti moderni. In base al design si possono scegliere poi i materiali ed i più utilizzati sono vetro, acciaio inox e plastica pressurizzata. La scelta dei materiali non ha solo una funzione estetica, ma anche pratica poiché alcuni sono più resistenti, stabili e si lavano meglio.
Come scegliere la miglior planetaria?
In conclusione possiamo dire che il primo aspetto da valutare prima di acquistare una planetaria è la potenza del motore, da scegliere in base alla tipologia di impasti da preparare. La stessa capienza dipende dalle proprie abitudini culinarie e dallo spazio a disposizione in cucina. La stabilità è un elemento necessario per garantire ottime prestazioni e la massima sicurezza. Infine accessori, design e materiali contribuiscono ad aumentare il livello di comfort, estetica e praticità in cucina. [/su_expand]” less_text=”Riduci” height=”0″]
Acquisto di una planetaria: elementi principali da tenere a mente
Quando si acquista una planetaria bisogna prestare attenzione a determinati fattori che hanno un peso nella scelta finale. In primis è necessario analizzare la potenza del motore, la capienza e la stabilità. In un secondo momento è possibile prestare attenzione a fattori secondari ma comunque non trascurabili, come praticità d’uso, accessori e design.
La potenza della planetaria
La scelta di una planetaria parte innanzitutto dall’analisi della sua potenza, che deve essere conforme alla tipologia di impasti che si intende realizzare. Impasti più consistenti e complessi hanno bisogno di una potenza adeguata per evitare di sovraccaricare il motore e provocare problemi di surriscaldamento. Quando si valuta la potenza bisogna inoltre analizzare altri tre elementi: il wattaggio, il tempo di lavorazione e la velocità. Le impastatrici planetarie devono partire da un wattaggio di almeno 250 watt, la potenza minima per preparare impasti semplici. Esistono poi i modelli più evoluti che hanno una potenza superiore addirittura ai 1100 watt. Il wattaggio va comunque valutato anche in base alla capienza dell’elettrodomestico ed agli impasti che si desidera preparare. Alcuni impasti hanno bisogno di lunghe lavorazioni ed in questo caso bisogna puntare su modelli più costosi e con un wattaggio elevato capace di lavorare fino a 20 minuti consecutivi. Per gli impasti più semplici e di breve durata è possibile optare per modelli con un wattaggio ridotto. Un altro aspetto da considerare è la velocità: i modelli più moderni sono dotati di diverse impostazioni di velocità per adattarsi meglio a vari impasti. Anche in questo caso la scelta dipende soprattutto dalle proprie abitudini in cucina e dalle modalità di utilizzo della macchina.
Capienza
Quando si acquista una planetaria bisogna valutare la capienza, intesa come portata effettiva della planetaria e quindi capacità di preparare una determinata quantità di impasto in base al numero delle persone. La capacità della planetaria si esprime in litri ed in base ad essa si possono preparare impasti da un minimo di 500/600 g fino a 2 kg. La capienza deve essere valutata anche in base allo spazio disponibile in cucina, poiché una planetaria troppo grande in uno spazio di dimensioni ridotte rischierebbe di rendere complicati i movimenti a discapito della praticità e della libertà di movimento.
Stabilità
Al momento dell’acquisto di una planetaria è necessario prestare attenzione alla stabilità, un fattore che incide non solo sulle prestazioni ma in generale sulla sicurezza. Per la sua struttura la planetaria è soggetta ad una serie di vibrazioni e quindi, se non dovesse risultare stabile, rischierebbe di cadere provocando danni ingenti che mettono a rischio la stessa incolumità dell’utilizzatore e delle altre persone presenti. Una planetaria solida e pesante riduce anche le vibrazioni ed i rumori, ottimizzando l’impasto e limitando i fastidi per le orecchie. Le macchine, soprattutto quelle che raggiungono elevate velocità, devono quindi garantire una notevole stabilità data dai materiali ed altri accessori come i piedini antiscivolo. Altri modelli dispongono anche di un pratico vano avvolgicavo che riduce l’ingombro quando la planetaria non è in funzione.
Praticità di utilizzo
L’acquisto di una planetaria deve basarsi sulla tipologia e sulla quantità di impasti da preparare, ma anche sulla praticità di utilizzo. La macchina, se usata diverse volte, deve essere comoda e sicura. Buona parte dei modelli dispone di contenitori estraibili e lavabili in lavastoviglie o manualmente, così da assicurare una grande facilità di pulizia. In tale ottica rivestono una grande importanza i materiali: l’acciaio inox ad esempio si lava più facilmente della plastica. Preferibilmente si dovrebbe scegliere un modello con un coperchio che assolve alla funzione di para-spruzzi e contemporaneamente consente di aggiungere altri ingredienti quando la macchina è in funzione. Sarebbe inoltre opportuno scegliere un modello dotato di fruste che si bloccano automaticamente quando si alza il braccio meccanico dalla ciotola. Questa funzione è comunque presente nella maggior parte delle planetarie in commercio.
Gli accessori
Quando si acquista una planetaria bisogna informarsi preventivamente sugli accessori presenti in dotazione. Le fruste sono tra i più importanti e possono essere di 4 tipi: a foglia, a filo, gommata e ad uncino. La frusta a foglia, detta anche frusta K, serve per impastare ed amalgamare tra di loro gli ingredienti. Il suo utilizzo è indicato per impasti morbidi. La frusta a filo serve per montare ed è indicata per impasti liquidi, leggeri o spumosi. La frusta gommata è utile per amalgamare ingredienti piuttosto delicati come panna montata o albumi d’uovo. Infine la frusta ad uncino è utilizzata per lavorare gli impasti lievitati e duri che richiedono una lavorazione continuativa. Altri accessori che possono tornare utili sono il già citato coperchio anti-schizzo, il cestello per la cottura a vapore, varie tipologie di recipienti e spatole.
Design e materiali
Quando si acquista una planetaria si potrebbe pensare che il design sia un fattore trascurabile, ma non è proprio così. Molte persone infatti utilizzano questo elettrodomestico anche come accessorio di design, soprattutto se si colloca stabilmente in cucina. Molti modelli sono quindi creati con un taglio vintage e retrò per adattarsi alle cucine classiche, oppure con tagli futuristici ed all’avanguardia per dare continuità stilistica anche agli ambienti moderni. In base al design si possono scegliere poi i materiali ed i più utilizzati sono vetro, acciaio inox e plastica pressurizzata. La scelta dei materiali non ha solo una funzione estetica, ma anche pratica poiché alcuni sono più resistenti, stabili e si lavano meglio.
Come scegliere la miglior planetaria?
In conclusione possiamo dire che il primo aspetto da valutare prima di acquistare una planetaria è la potenza del motore, da scegliere in base alla tipologia di impasti da preparare. La stessa capienza dipende dalle proprie abitudini culinarie e dallo spazio a disposizione in cucina. La stabilità è un elemento necessario per garantire ottime prestazioni e la massima sicurezza. Infine accessori, design e materiali contribuiscono ad aumentare il livello di comfort, estetica e praticità in cucina.